Pascale Marthine Tayou

Pascale Marthine Tayou sorprende e cattura lo spettatore con le sue installazioni imponenti e multiformi. La varietà è la regola. L’artista spazia dall’accumulo di materiali propri della tradizione africana ai prodotti di scarto della società dei consumi, fino a proporre un linguaggio internazionale colorato e giocoso con accumulazioni che ironizzano sui costumi occidentali e sulle nostre piccole manie.

Giulia Piscitelli

Il lavoro di Giulia Piscitelli muove da l’esperienza personale e si fa riflessione intima sui piccoli grandi aspetti del vivere quotidiano e di quello che lo influenza, sulle gioie e i dolori, i cambiamenti che sempre ci accompagnano, sulle paure e le speranze. L’ambiente domestico e i luoghi dove l’artista è cresciuta e vive sono il punto di partenza di molti lavori.

Ryan Gander

Quella di Ryan Gander è un’arte fatta di storie raccontate attraverso oggetti artistici, installazioni e video e attraverso un continuo lavoro di ricerca, confronto ed elaborazione che arriva fino alla curatela di mostre d’arte, all’organizzazione di conferenze e incontri, alla pubblicazione di libri o alla realizzazione di documentari. In generale, la scelta dei temi e il modo di trattarli denota un approccio irriverente e giocoso che porta gli spettatori in situazioni inaspettate, aprendoli a nuovi modi di vivere l’arte.

Speciale Africa #2

Tra gli artisti africani che, pur affermati a livello internazionale, mantengono un forte legame non solo culturale ma anche fisico e operativo con la loro terra possiamo qui ricordare Chéri Samba, Michael Armitage, Fatou Kandé Senghor e Ifeoma U. Anyaeji.

Gelitin

Il corpo umano, e alcune sue parti in particolare, senza escludere i prodotti fisiologici e scatologici, è il punto di partenza della ricerca artistica del collettivo viennese Gelitin, che fonde insieme questi motivi e arriva alla dissacrazione più completa della retorica monumentale, in una riflessione quanto mai interessante sul senso della ricerca di contenuto nell’opera d’arte.

Cai Guo-Qiang

Cai Guo-Qiang è universalmente conosciuto per la sua arte fatta esplorando le potenzialità e gli effetti della polvere da sparo, dalle suggestioni cromatiche delle combustioni su tela o carta giapponese washi alla realizzazione di veri e propri eventi pirotecnici, sperimentando anche, ma con meno frequenza, altri mezzi artistici quali l’installazione, il video e la performance. Il lavoro di Cai Guo-Qiang si fonda su storie, tradizioni e filosofie orientali, pur aprendosi ad altre suggestioni e al pensiero contemporaneo.

Katharina Fritsch

Le sculture e le installazioni di Katharina Fritsch ci propongono oggetti iconici, immagini potenti, quasi archetipiche, in grado di imprimersi nella mente degli osservatori, come se già ci appartenessero e fossero parte di un bagaglio d’esperienza visiva condiviso: animali (topi, galli, libellule, serpenti, polpi, cani), madonne, angeli e santi, teschi, bottiglie e ombrelli, mele e fragole, conchiglie. Niente sarebbe più banale e familiare, ma anche la semplicità più scontata si trasforma attraverso il colore e il materiale in qualcosa di nuovo e misterioso.

Jake & Dinos Chapman

Jake e Dinos Chapman ci presentano da anni un universo popolato di figure grottesche e violente, ibridi e mutanti, vittime e carnefici, spesso ambientati in scenari dominati dalla sofferenza e dalla malvagità. La violenza raggiunge il suo parossismo e, come avviene nel cinema splatter, si assiste a un cambio di segno e comincia ad albergare nelle piaghe di queste narrazioni deliranti il germe dell’ironia.

Los Carpinteros

Los Carpinteros creano opere dove la pratica artigianale torna ad essere protagonista: sculture, disegni e installazioni traggono spesso ispirazione dal mondo degli oggetti e particolarmente da quello delle forniture d’arredamento, dai materiali da costruzione e dagli strumenti di lavoro. La loro arte gioca in modi inaspettati sulla contraddizione tra forma e funzione, utilità e inutilità, esplorando la natura degli oggetti e mostrandone i lati assurdi. Da questi presupposti si sviluppa una più generale riflessione sui temi del lavoro, dello sfruttamento, dei rapporti di produzione e dei meccanismi che regolano l’economia mondiale o che potrebbero regolare altre economie possibili.

Sabrina Mezzaqui

Il potere della parola e la preziosità della carta e in generale dei vari supporti sui quali si imprime la scrittura sono al centro del lavoro e della poetica di Sabrina Mezzaqui. L’artista italiana ci ricorda sempre quanto sia importante la scrittura per la sua capacità di trasmettere pensieri ed emozioni. Invasa da messaggi scritti e immagini, la società contemporanea reagisce a questa saturazione attraverso l’indifferenza e la perdita di memoria. Diventa così compito dell’artista accarezzare, proteggere e ridare valore a tutta la poesia che ci può essere in una pagina scritta e alla bellezza contenuta in un singolo rigo.