Nato a Chelmsford, Gran Bretagna, nel 1960
Vive e lavora a Londra

I contrasti esaltano le differenze. Per contrasto un colore appare più vivido e luminoso; giustapponendo tradizioni diverse se ne esaltano le tipicità; avvicinando caratteri diversi si trovano nuovi equilibri ma al contempo rafforziamo le identità dei singoli.

Il lavoro di Grayson Perry è un assalto brillante ed esaltato alla cultura pop, che viene selezionata, sezionata, riletta e riassemblata in lavori che non si pongono limiti quanto a materiali impiegati, tecniche padroneggiate, dimensioni e spazi occupati. Arte e artigianato, lavorazioni tradizionali e performances sperimentali, prelievi dall’arte colta e raffinata o dall’industria culturale più popolare, tutto viene mescolato e contribuisce a raccontare la società contemporanea con i suoi temi e i suoi problemi: integrazione, conformismo, consumismo. Riferimenti autobiografici all’infanzia e alla famiglia, spesso letti con l’aiuto della psicoterapia e dell’autoanalisi oppure attraverso lo sguardo di Claire, la tata-travestito nel quale Perry si cala in molte sue performance, sono inseriti e dialogano con tematiche di carattere generale e valenza universale come identità, desiderio, sessualità e genere, ruolo sociale e spiritualità.

La babele di linguaggi artistici dell’arte contemporanea, la fine di ogni narrazione, la nostalgia verso il passato recente e il vintage – che altro non è che la declinazione popolare della “ripetizione differente” postmoderna – portano l’artista a lavorare con materiali tradizionali e nobili come la ceramica, l’arazzo, la fusione in bronzo, la stampa, trasferendovi il suo particolare stile grafico e pittorico e i temi di attualità a lui cari: il risultato sono lavori colorati e seducenti che ad uno sguardo più attento ci raccontano però di omofobia e abusi, inquinamento e degrado, problemi e fenomeni politici e sociali. E il contrasto tra il mezzo e il messaggio esalta e amplifica entrambi.

Alcune delle posizioni di Grayson Perry sulle dinamiche umane sono offerte dall’arazzo Map of truths and beliefs (2011), una specie di pala d’altare nella quale l’orso (visione irrazionale e selvaggia del mondo), la ragazza (tradizioni), il bambino, (l’innocenza della logica) e la donna (consumismo) danno vita a un campionario di simboli personale ma facilmente comprensibile. The Vanity of Small Differences (2012) indaga invece sul gusto e sulle differenze di gusti nella società inglese.

Questo e altri temi cari all’artista sono affrontati anche nelle brevi serie televisive prodotte da Channel 4 All in the Best Possible Taste (2013), Who are You? (2014) e All Man (2016) che confermano un approccio all’arte multimediale e davvero totale.

Le due urne blu di Matching Pair (2016) e il documentario Grayson Perry: Divided Britain (Channel 4, 2017) sono il risultato di una indagine sul tema della Brexit svolta direttamente tra le persone e che dimostra, in sintesi, come il numero delle cose in comune, riferimenti culturali e gusti, tra le due fazioni sono maggiori delle differenze: le immagini delle persone che animano le due urne appaiono identiche. Object in foreground (2016) è un grosso pene in ceramica invetriata ricoperto da banconote e dalle effigi di banchieri, non ultimo l’Ex Cancelliere dello Scacchiere George Osborne, a confermare come il mondo della finanza e della borsa sia sostanzialmente dominato da uomini.

Kenilworth AM1, 2010, mixed media, dimensions variable. Photo by Federico Gavazzi

Nato a Chelmsford nel 1960, Grayson Perry ha conseguito il BFA al Portsmouth Polytechnic nel 1982. Tra le mostre personali più importanti si ricordano Grayson Perry. Vanity, Identity, Sexuality al KIASMA di Helsinki (2018) e al Monnaie de Paris (2018), Grayson Perry: Making Meaning a The Gallery at Windsor di Vero Beach, Florida (2018), The Most Popular Art Exhibition Ever! alla Serpentine Galleries di Londra (2017) e alla Arnolfini di Bristol, Hold Your Beliefs Lightly al Bonnefantenmuseum di Maastricht (2016), Who are You? alla National Portrait Gallery di Londra (2014), The Tomb of the Unknown Craftsman al British Museum (2011), My Civilisation al 21st Century Museum of Contemporary Art di Kanazawa e al Musée d’Art Moderne Grand-Duc Jean di Lussemburgo (2007), Guerilla Tactics allo Stedelijk Museum di Amsterdam e alla Barbican Art Gallery di Londra (2002).­­ I suoi lavori sono presenti nelle collezioni di musei di tutto il mondo come il British Museum, il Victoria & Albert Museum, la Tate Collection, il MoMA di New York, la National Gallery of Victoria di Melbourne e lo Stedelijk Museum di Amsterdam. Tra gli altri ha vinto il Turner Prize nel 2003 ed è stato nominato accademico della Royal Academy nel 2012. La galleria di riferimento è Victoria Mirò di Londra.

Riferimenti bibliografici
Ginevra Bria, Grayson Perry. Contraddizioni dialettiche tra verità e artificio, in “Domusweb”, 14 novembre 2018, https://www.domusweb.it/it/arte/2018/11/16/grayson-perry-contraddizioni-dialettiche-tra-verit-e-artificio.html
Sean O’Grady, Last night’s TV review, Grayson Perry: Divided Britain (Channel 4); Broken (BBC1), in “Independent”, 30 maggio 2017, https://www.independent.co.uk/arts-entertainment/tv/grayson-perry-divided-britain-channel-4-broken-bbc1-a7762871.html
Laura Cumming, Grayson Perry: The Most Popular Art Exhibition Ever! review – land of the brave and the twee, in “The Guardian”, 11 giugno 2017, https://www.theguardian.com/artanddesign/2017/jun/11/grayson-perry-most-popular-art-exhibition-ever-observer-review


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