Matt Mullican

Matt Mullican ha fatto dello studio attorno ai meccanismi di percezione della realtà il fulcro principale della sua ricerca artistica. A partire dagli anni Settanta questa si declina nella triplice strada della performance, dell’animazione al computer e dell’installazione, nella quale trovano posto pittura, fotografia e arte grafica.

Petrit Halilaj

Il lavoro di Halilaj nasce da esperienze personali, ricordi e sensazioni legate ai luoghi familiari, rievocati e sublimati in arte da fino a costituire una propria piccola mitologia personale. Qui trova posto una riflessione più generale e profonda sulla memoria, sulla storia e sulle tradizioni, su temi universali come la libertà, la condivisione, la riscoperta e la conservazione dell’identità culturale. Centrali diventano inesorabilmente i fatti della storia del Kosovo e le tensioni politiche e culturali che hanno animato fino a pochi anni fa la regione balcanica.

Neїl Beloufa

Il lavoro di Neїl Beloufa passa attraverso una profonda riflessione sui concetti di realtà e rappresentazione, verità e simulazione, sviluppati attraverso l’impiego magistrale di video e installazioni. Nelle sue opere l’artista fa recitare sia attori alle prime armi che gente comune e ricorre molto spesso al formato dell’intervista, ricreando situazioni che attingono ad un vasto immaginario visivo che va dal documentario ai motivi tipici dei film di fantascienza e post-apocalittici.

Camille Henrot

La pratica artistica di Camille Henrot unisce video, disegno e scultura. Prendendo ispirazione da soggetti diversi come la letteratura, la mitologia, il cinema, la scienza (in particolare l’antropologia e la biologia evolutiva), la religione, l’astrologia e la normalità della vita quotidiana, il lavoro di Henrot riconsidera in maniere brillante i sistemi di conoscenza consolidati, esplora i campi della creazione artistica e dell’espressività umana, rilegge miti popolari antichi e moderni.