Pedro Reyes

I lavori di Pedro Reyes si confrontano con le questioni sociali e politiche del presente e sono, sempre più spesso, progetti su larga scala che impiegano diversi media come scultura, performance, video, teatro di figura e pratiche partecipative: la crisi alimentare, la politica internazionale, i mali tipici della società occidentale, il lato oscuro dello sviluppo tecnologico, la diffusione delle armi da fuoco.

Anne Imhof

I lavori di Anne Imhof usano il linguaggio del corpo e l’installazione per trasmettere in maniera dirompente un messaggio che coinvolge il pubblico su determinati temi e lo rende partecipe e consapevole della condizione dell’essere umano nel nostro presente storico. Lo spazio pensato per l’azione è predisposto come un’installazione ambientale inclusiva in grado di suggestionare il pubblico e prepararlo alla comunicazione degli attori.

Ad Minoliti

Ad Minoliti è fortemente influenzata dal femminismo e dalla teoria queer e porta avanti una critica serrata alle diseguaglianze, al concetto di identità di genere e agli stereotipi legati alla sessualità e al potere. La sua arte si inserisce sulla ricca tradizione dell’arte concreta in Argentina e in America Latina, riprendendone gli aspetti formali e tecnici ma rovesciandone dall’interno molti presupposti teorici. Lungi da essere una gabbia nella quale inquadrare la realtà, la geometria è per l’artista uno strumento per proporre alternative utopiche alle convenzioni sociali più rigide e restrittive.

Kiki Smith

L’arte da Kiki Smith ci conduce per mano in un mondo di favola, animato da esseri umani, personaggi animali e creature fantastiche. I suoi lavori grafici e le sue sculture usano un linguaggio semplice e infantile, da libro di illustrazioni per bambini ma si animano di toni inquietanti che lasciano trasparire qua e là il sentimento del perturbante che si agita sotto tutte le cose, anche le più familiari.

Phyllida Barlow

La vocazione sperimentale caratterizza il lavoro di Phillyda Barlow, che si configura come una magistrale e spesso colossale opera di assemblaggio di materiali poveri, ai quali l’artista è capace di infondere bellezza e poesia. Strutture lignee apparentemente precarie, colonne di cartone pressato, cemento, stoffe, stracci e nastri colorati, gomma e teloni cerati, il tutto integrato con vernici e pitture in molteplici combinazioni e soluzioni estetiche.

Matt Mullican

Matt Mullican ha fatto dello studio attorno ai meccanismi di percezione della realtà il fulcro principale della sua ricerca artistica. A partire dagli anni Settanta questa si declina nella triplice strada della performance, dell’animazione al computer e dell’installazione, nella quale trovano posto pittura, fotografia e arte grafica.

Petrit Halilaj

Il lavoro di Halilaj nasce da esperienze personali, ricordi e sensazioni legate ai luoghi familiari, rievocati e sublimati in arte da fino a costituire una propria piccola mitologia personale. Qui trova posto una riflessione più generale e profonda sulla memoria, sulla storia e sulle tradizioni, su temi universali come la libertà, la condivisione, la riscoperta e la conservazione dell’identità culturale. Centrali diventano inesorabilmente i fatti della storia del Kosovo e le tensioni politiche e culturali che hanno animato fino a pochi anni fa la regione balcanica.

Neїl Beloufa

Il lavoro di Neїl Beloufa passa attraverso una profonda riflessione sui concetti di realtà e rappresentazione, verità e simulazione, sviluppati attraverso l’impiego magistrale di video e installazioni. Nelle sue opere l’artista fa recitare sia attori alle prime armi che gente comune e ricorre molto spesso al formato dell’intervista, ricreando situazioni che attingono ad un vasto immaginario visivo che va dal documentario ai motivi tipici dei film di fantascienza e post-apocalittici.

Camille Henrot

La pratica artistica di Camille Henrot unisce video, disegno e scultura. Prendendo ispirazione da soggetti diversi come la letteratura, la mitologia, il cinema, la scienza (in particolare l’antropologia e la biologia evolutiva), la religione, l’astrologia e la normalità della vita quotidiana, il lavoro di Henrot riconsidera in maniere brillante i sistemi di conoscenza consolidati, esplora i campi della creazione artistica e dell’espressività umana, rilegge miti popolari antichi e moderni.

Pascale Marthine Tayou

Pascale Marthine Tayou sorprende e cattura lo spettatore con le sue installazioni imponenti e multiformi. La varietà è la regola. L’artista spazia dall’accumulo di materiali propri della tradizione africana ai prodotti di scarto della società dei consumi, fino a proporre un linguaggio internazionale colorato e giocoso con accumulazioni che ironizzano sui costumi occidentali e sulle nostre piccole manie.