Nata a Bologna nel 1977
Vive e lavora tra Bologna e Londra

Il corpo soggetto dell’artefice, corpo-agente, il corpo oggetto dell’artefatto, corpo-medium. Superficie sulla quale sperimentare o realtà da esplorare, il corpo è il protagonista assoluto dei lavori di Sissi, artista bolognese che ha fatto del lavoro manuale e della performance i mezzi espressivi imprescindibili, per mettere al centro della sua ricerca la propria condizione esistenziale e la condizione esistenziale di tutti. Il lavoro manuale riprende antiche pratiche artigianali, spesso femminili, molto spesso legate alla tradizione italiana, fatte di precisione, forza e in qualche caso di coinvolgimento fisico totale; il fare è espressione di un’emozione. La performance attraverso un approccio relazionale si fa momento di condivisione e convivialità. Trasversale ai due approcci appena descritti, il disegno è la base sulla quale studiare e impostare i lavori performativi e modello per quelli artigianali. Costante è il gusto per il bello, la forma, la composizione, e ricorrenti sono i motivi ispirati all’anatomia, alla botanica, all’archeologia. I lavori organici si configurano spesso come cicli e trovano espressione finale in installazioni, fotografie e libri d’artista. Esemplare di tutti questi aspetti della ricerca di Sissi è Anatomia parallela (cominciato con la tesi di laurea nel 1999): una serie di manoscritti illustrati nei quali l’artista sviluppa il concetto di «anatomia emotiva», la correlazione tra interiorità e manifestazione, e che prendono poi forma in spettacoli e performance in alcuni dei più antichi teatri anatomici del mondo.

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Intreccio, ricamo, cucito, disegno e pittura sono la base di alcuni lavori storici come Funeduva (2001) o La di piano (2001): il risultato performativo e fotografico non deve fare dimenticare la realtà oggettuale del lavoro proposto, nella quale fondamentale rimane una dimensione materica, realmente tattile: la morbidezza dei «villi» di stoffa sintetica intrecciati a creare tappeti avvolgenti come tessuti organici, il contatto con il corpo nudo dell’artista. Nidi (2004) rappresenta un viaggio attraverso case abbandonate che si offrono come luoghi di abitazione, contenitori che possono ancora essere utilizzati come rifugio. Le sculture sono di bambù, un materiale flessibile che l’artista intreccia e modella sul proprio corpo, proprio come fanno gli uccelli che costruiscono i loro nidi.

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Con il progetto Manifesto anatomico (2015) Sissi ha dato una lettura completa dei temi principali legati all’identità dell’essere umano, biologica e culturale, attraverso installazioni eterogenee in quattro diverse sedi espositive bolognesi – il Museo di Palazzo Poggi, le Collezioni Comunali d’Arte, il Museo Civico Archeologico e la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio – fortemente caratterizzate dal punto di vista storico e culturale: disegni, tessuti, installazioni oggettuali, creano assonanze e dissonanze concettuali e visive con le collezioni permanenti delle quattro istituzioni, aprendo a nuovi significati. Riferimenti all’organico, strutture ossee o ramificazioni vegetali, tornano sempre nella produzione di ceramiche come nel recente lavoro Motivi ossei (2016). Le «cene» sono momenti di aggregazione socializzazione che ruotano attorno alle tavole imbandite di cibi, preparati dalla stessa Sissi e organizzati in composizioni belle come sculture barocche (es. L’imbandita, 2016, presso l’Oratorio di San Filippo Neri a Bologna).

La logica dell’accumulo, l’intento catalogatorio e la proliferazione dei lavori nello spazio mostrano il desiderio di superare i limiti, stabilire connessioni e creare un’arte totale che leghi indissolubilmente l’io dell’artista, i luoghi con la loro storia e le esistenze degli spettatori. Il corpo diventa così un organismo fluido e mobile, che tende a moltiplicarsi e sviluppare reti comunicative che lo aprono al confronto con l’altro da sé e parallelamente ne rafforzano l’identità.

La deriva è il nodo della mia gola, 2009, 180 ceramics glazed, iron, variable dimensions. © Ramiro Cortex. Courtesy of the artist and Galleria Tiziana Di Caro.

Nata a Bologna nel 1977, Daniela Olivieri, in arte Sissi, si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 2001 e ha frequentato il corso avanzato di arti visive alla Fondazione Antonio Ratti di Como. Artista residente presso la Neue Galerie Landesmuseum Joanneum di Graz (2004), l’Italian Academy for Advanced Studies at Columbia University di New York (2005) e al Tokyo Wonder Site (2008). Tra le mostre personali si ricordano: Motivi ossei alla Galleria d’Arte Maggiore di Bologna (2016), Manifesto Anatomico a Palazzo Poggi, Palazzo d’Accursio, Museo Archeologico e Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna (2015), Volume Interno alla Fondazione Volume di Roma (2012), Addosso alla Fondazione Pomodoro di Milano (2010), Over the glance ties the rope alla Mizuma Gallery di Tokyo (2008), Nature al Chelsea Art Museum di New York (2006), Suspended all’Italian Academy of Columbia University di New York (2005), Nidi al MACRO di Roma (2004). Vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti, nel 2002 ha vinto il Premio Querini Stampalia “Furla per l’Arte” e nel 2005 il Premio New York. Ha partecipato alla 53a Biennale d’Arte di Venezia (2009). È rappresentata dalla Galleria Tiziana Di Caro di Napoli. Sito dell’artista: sissisissi.com.

Riferimenti bibliografici
Renato Barilli, Prima e dopo il 2000, Feltrinelli, Milano 2006
Sissi: Manifesto Anatomico, in “Domusweb”, gennaio 2015, http://www.domusweb.it/it/notizie/2015/01/22/sissi_manifesto_anatomico.html
Maura Pozzati, I motivi di Sissi, in Maura Pozzati [a cura di], Sissi. Motivi ossei, Silvana Editoriale, Milano 2016


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