Nato a Milano nel1969
Vive e lavora tra Berlino e la Toscana

La poetica di Loris Cecchini ruota attorno alla percezione umana degli spazi e a come questa possa risultare alterata attraverso piccole trasformazioni delle superficie e dei volumi, metamorfosi di elementi e oggetti comuni, presenza di forme scultoree modulari e biomorfe che come cellule si moltiplicano e invadono l’ambiente. Una pratica sospesa tra arte e scienza, tra architettura e biotecnologia, radicalmente “site specific” e in grado di coniugare bellezza formale e potenti risonanze emotive.

Moduli metallici che proliferano brulicanti come un gigantesco sistema nervoso che si espande coi propri gangli sinaptici, piccole budella di acciaio che crescono e si scindono come cellule in tessuti organici, sfere di plastica che vanno ad addensarsi in nubi artificiali, fogli in dibond che intessono giganteschi origami costituiscono la struttura di opere come The Hand, the creatures, the Singing Garden (2012, Parco di Villa Celle, Pistoia), Steelorbitalcocoons (Eden’s model, free cells on unit time) (2009), Cloudless (2007) e Aerial Boundaries (2012). La ripetizione del modulo di per sé permette infinite combinazioni in grado di suggerire le forme biologiche più diverse, il replicarsi infinito di atomi e molecole. La sconfinata fantasia nel proporre moduli sempre diversi, ispirata all’infinita varietà della natura, rendono il vocabolario espressivo dell’artista pressoché sconfinato.

Loris Cecchini, Sequential interactions in alfalfa chorus (sequence 91), 2016, chrome steel, 100 h × 125 × 35 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana

In fisica quantistica con l’espressione «dualismo onda-particella» si definisce la duplice natura, sia corpuscolare che ondulatoria, del comportamento della materia e della radiazione elettromagnetica. Ecco che la ricerca di Cecchini si è così orientata anche verso alterazioni delle superfici e dello spazio ottenute con minime deformazioni dei limiti che lo definiscono, ad esempio le pareti di una stanza. Wallwave vibration (petit Canticus) (2016) ci mostra una deformazione del muro come fosse sottoposto a un flusso energetico capace di liquefarlo, rappresentazione della propagazione delle onde nei solidi. Questi micro-rilievi bianchi traducono il percepibile in visibile, l’onda acustica o la vibrazione sismica in forma. Sound fossils in the Holocene garden (2018), con i sette elementi in marmo di Carrara adagiati su polvere bianca, unisce un prinicpio di serialità alla traduzione visiva del moto armonico.

Sfere in pvc e bolle di tessuto poliestere sono capaci di evocare le forme della natura e ancora una volta questi materiali di sintesi, nelle mani e nelle idee dell’artista, trasformano radicalmente lo spazio. Blaublobbing (anural intersection) (2009, Centro per l’Arte Contemporanea L. Pecci, Prato) è in tal senso paradigmatica.

Lo stesso effetto destabilizzante era generato dalla riproduzione in gomma poliuretanica di infissi ed elementi d’arredo come termosifoni (Stage evidence (thm7), 2000), sedie (Stage evidence (untitled), 2001), pianoforti (Stage evidence (suite), 2001), scurini (Stage evidence (untitled), 2003), porte (Empty walls-Just Doors, 2009): la copia è priva di colore, deforme e totalmente afunzionale.

Infine, la deformazione dello spazio evolve nella creazione di microambienti sigillati, memori delle capsule di Mariko Mori, una sorta di piccole serre, microcosmi abitabili, apparentemente autonomi e autosufficienti, dove rigenerarsi. Esemplari Monologue patterns (Chrisalis) (2005, MAXXI, Roma) e Garden’s Jewel (2016, Grenoble), casa abitabile sull’albero in acciaio, vetro e resina poliestere.

Loris Cecchini, Wallwave vibration (petit Canticus), 2016, polyester resin, wall paint, Ø 60 cm. Photo by: Ela Bialkowska. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana

Nato a Milano nel 1969, Loris Cecchini ha vissuto a Siena e Prato e si è formato presso le Accademie di Belle Arti di Firenze e Milano. Tra le mostre personali più importanti si ricordano Waterbones al Fondaco dei Tedeschi di Venezia (2017), Seed Syllables al Sevil Dolmaci Art Consultancy di Istanbul (2017), Sistemi di visione / Sistemi di realtà a Villa Pacchiani Centro Espositivo di Santa Croce sull’Arno (2016), Sacrosantum all’Oratorio di San Mercurio di Palermo (2016), Loris Cecchini. Modulo e modello alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano (2014), le personali alla Fondazione Edoardo Garrone di Genova (2011), al Musée d’Art Moderne de Saint-Etienne Métropole (2010) e al Chateau des Adhèmar – Centre d’Art Contemporain di Montelimar (2010), Dotsandloops al Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato (2009), Loris Cecchini, Costruzioni che scivolano e pensieri alla deriva al Photology di Milano (2009), Empty walls, just doors al Palais de Tokyo di Parigi (2007), Blaublobbing a Palazzo Fendi di Roma (2007), Cloudless al MoMA P.S.1 di New York, al Palais de Tokyo di Parigi e al Shanghai Duolun MoMA (2006), Loris Cecchini, Polvere di Spezie e altri spazi al Photology di Milano (2005), Loris Cecchini al Palais de Tokyo di Parigi (2004), Voyager I al Quarter Centro Produzione Arte di Firenze (2004), Blaublobbing Outside a Palazzo Bricherasio di Torino (2004), Estructura de monólogo al Casal Solleric di Palma de Mallorca (2004), Terraforming alla Fondazione Teseco di Pisa (2002), Places for the show al Heidelberger Kunstverein di Heidelberg (2001), h( )me all’Armani Store di Milano (2001), Loris Cecchini alla Fondazione Bandera di Busto Arsizio (2000), Cargo al Museo di Castel Nuovo di Napoli (2000), Loris Cecchini al Centro Galego de Arte Contemporanea di Santiago de Compostela (2000), Loris Cecchini all’Istituto di Cultura di Colonia (1999), FWD>>: Loris Cecchini al Palazzo delle Papesse – Centro Arte Contemporanea di Siena (1998). Di recente ha realizzato le installazioni site specific Waterbones alla Biblioteca Lazzerini di Prato (2018), The Hand, the Creatures, and the Singing Garden a Villa Celle a Pistoia (2012), Aerial Boundaries a Palazzo Strozzi a Firenze (2012). Ha partecipato alla 56a, alla 51a e alla 49a Biennali d’Arte di Venezia (2015, 2005, 2001). È stato insignito del Premio Francesca Alinovi (2006) e del Premio Agenore Fabbri e Fondazione VAF (2005). È rappresentato dalla Galleria Continua di San Gimignano e dalla Diana Lowenstein Gallery di Miami. Sito dell’artista: www.loriscecchini.com.

Riferimenti bibliografici
Matteo Galbiati, Quando la scultura prende vita… Loris Cecchini alla Fondazione Pomodoro, in “Espoarte”, 31 marzo 2014, https://www.espoarte.net/arte/quando-la-scultura-prende-vita-loris-cecchini-alla-fondazione-pomodoro/
Stefano Pezzato, Waterbones. Intorno alla “natura” dell’arte modulare di Loris Cecchini, in Stefano Pezzato, Loris Cecchini, Gruppo Editoriale, Prato 2018
Rossella Moratto, Loris Cecchini. Tra modulo e modello, in “Arte e Critica”, giugno-agosto 2014


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