Los Carpinteros

Los Carpinteros creano opere dove la pratica artigianale torna ad essere protagonista: sculture, disegni e installazioni traggono spesso ispirazione dal mondo degli oggetti e particolarmente da quello delle forniture d’arredamento, dai materiali da costruzione e dagli strumenti di lavoro. La loro arte gioca in modi inaspettati sulla contraddizione tra forma e funzione, utilità e inutilità, esplorando la natura degli oggetti e mostrandone i lati assurdi. Da questi presupposti si sviluppa una più generale riflessione sui temi del lavoro, dello sfruttamento, dei rapporti di produzione e dei meccanismi che regolano l’economia mondiale o che potrebbero regolare altre economie possibili.

Teresa Margolles

L’arte di Teresa Margolles è una riflessione commovente e coinvolgente sulla violenza e sulla morte e su come queste sono in grado di sconvolgere la rete di rapporti umani. La denuncia, finalizzata a sensibilizzare il pubblico, ricorre ai potenti strumenti di un’arte che lavora sul piano fisico e mentale, sensoriale ed emotivo, e che ci mette di fronte alla morte in modo inaspettatamente diretto e brutale.

Speciale Brasile #1

Il paese più grande e ricco di risorse dell’america latina ha oggi, come ha avuto per buona parte del Novecento, una ricchezza e una varietà di espressioni artistiche pari o superiore a quella di molti paesi occidentali. Decine le figure di artisti davvero interessanti che negli ultimi anni sono stati introdotti dalle gallerie brasiliane nel sistema dell’arte internazionale.

Alfredo Jaar

L’arte di Alfredo Jaar è da sempre mossa da intenti di denuncia politica e critica sociale, un’arte impegnata, mai fine a se stessa o condizionata da esigenze puramente estetiche o di mercato, un’arte che guarda al mondo e alle ingiustizie con l’intento di sensibilizzare lo spettatore e indurlo alla riflessione. Nato in Cile nel 1956 Jaar ha vissuto il colpo di stato di Pinochet e ha cercato di proporre un’arte concettuale e critica verso il regime, prima di lasciare il paese e recarsi a New York dove ha esercitato come architetto.

Regina José Galindo

L’artista sudamericana Regina José Galindo si pone secondo molti punti di vista sul filone tracciato da Ana Mendieta e Marina Abramovič, riprendendo, soprattutto dalla prima, l’intento di denuncia contro il potere, le ingiustizie sociali e la violenza. Punto di partenza è la realtà instabile e oppressiva del suo paese, il Guatemala, che diventa, sublimata nel linguaggio dell’arte, esemplare di una condizione universale.